Archivio di Settembre 2008

Il diario smemorabile

Lunedì 15 Settembre 2008

Cenerentola non era una sventola.

Oggi in libreria ho visto una ragazza. Ho pensato che potesse essere la donna della mia vita.
Mi sono avvicinata lentamente e lei, bella, intrigante, intraprendente, deliziosa, sorprendente, si è allontanata. Allora ho cercato di passare inosservata e delicata. Mi sono sbracciata facendo finta di salutare una tipa che non conoscevo e questa, da lontano, mi ha dolcemente gridato: “Che cazzo vuoi?Ci conosciamo?!!!”. La donna della mia vita, nel frattempo, mi ha notato, si è accorta di me, ha preso un libro dallo scaffale bianco e si è diretta verso la cassa. Io ho raggiunto la cassa e mi sono messa dietro di lei. Per attirare la sua attenzione e stupirla con effetti speciali ho deciso di cantare una canzone leggermente ad alta voce: “Finchè la barca va…lasciala andare, finchè la barca va…lasciala andare…”. Niente. Nessuna reazione. Allora ho cambiato canzone: “Motocicletta…tutta cromata…è tua se dici si!”. Ho pensato che l’argomento moto sarebbe potuto essere un punto a mio favore. Niente. Nessuna reazione. Dovevo fare in fretta. La coda in cassa si stava accorciando velocemente. Altra canzone e con questa l’avrei stesa definitivamente: “Dammi tre parole…sole cuore e…” e la donna della mia vita “E vaffanculo la smetti di cantare???!”.
L’amore vero non è una favola. Nell’amore vero quella sfigata di Cenerentola non sarebbe mai stata invitata alla festa di un principe. E poi se io fossi stata al posto di Cenerentola non avrei mai voluto che qualcuno mi cercasse in lungo e in largo per restituirmi una scarpa. Ma come si fa a perdere una scarpa ad una festa?

Questo pezzo è il primo pubblicato per www.smemoranda.it nella sezione com&music/Il punto G.ay.

Storia2

Giovedì 11 Settembre 2008

Prefazione.

A volte non siamo in grado di trattenere tutto nella nostra memoria. E quindi a volte semplicemente dimentichiamo. 

I PRIMI TRENTA SECONDI 

Esco da un locale.

La vedo. E’ bella. Me lo sento è speciale.

Mi avvicino al suo angolo di mondo. Non vorrei, ma inevitabilmente affondo.

I primi trenta secondi in amore sono terribili. A mio avviso, a conti fatti, i primi trenta secondi in amore ti diverti ben poco. I primi trenta secondi li passi a studiare tattiche e battiti e tecniche e tocchi e sbrocchi. A studiare parole espressioni colori odori orrori ex amori eventuali errori. A studiare mosse fesse lesse depresse e grasse. E nel frattempo: sudi, trasudi, illudi, ti illudi. Se questo è amore preferisco il raffreddore. I primi trenta secondi in amore sono. Come entrare in una sauna senza avere voglia di sudare. Sono una ceretta bollente. Sono un dentista incazzato che ti infila il trapano tra la gola e il dente.

Nonostante tutto. 

La vedo. E’ bella. Me lo sento è speciale.

Io: “ciao, senti lo so. stai pensando: ecco questa ora arriva ci prova, ammicca, strippa fa cose così diventa banale suda sbianca insomma cambia colore…lo so. stai pensando: adesso mi chiede come mi chiamo cosa faccio dove abito di che segno sono e poi il numero e poi se non rispondo va in para chiede scusa, si sente offesa, idiozie, sincronie mancate, incroci asfaltati, robe del genere, piove, fiore colori pannolini camilla milla l’amica dei bambini…senti, si lo so. stai pensando: che palle sta già parlando troppo questa e quindi spreca tempo e ok va bene fra poco me ne vado perchè scusa non volevo. Si lo so, è come pensi tu: io ci sto provando, ma mi piacerebbe tergiversare un po’, latte a lunga “conversazione” consumare e quindi poi farmi amare farti arrivare qualcosa tipo un po’ di amore niente male da ricordare e poi….

I primi trenta secondi in amore sono violenti, dementi, bastardi, maldestri. Ti mandano in tilt, ti stendono al tappeto. Per poter veramente conquistare qualcuno che ti interessa, semplicemente non dovresti provarci tu. Dovresti mandare qualcuno completamente disinteressato. Pagarlo e poi eliminarlo, come fa la mafia russa per altri affari. E poi dire: eccomi, ora tocca a me, lui ha fatto il grosso, ma il resto mia cara lo faccio io, chiaro? Invece.

Io: “se poi pensi che la vita in questo preciso istante non ti stia dando quello che avresti voluto, beh, ecco, mi spiace, perchè vedi, non ti conosco per niente, ma già sento che ti sento che mi senti che anche i vicini di casa ci sentiranno e vedrai che tutto filerà liscio fra di noi anche se poi…”

E lei: “forse non ti ricordi, ma io e te abbiamo già avuto una storia tre anni fa!”

Postfazione.

Cazzo a volte dimentichiamo dettagli importanti. 

Tarli. E’ meglio se non parli

Giovedì 11 Settembre 2008

Da giorni ho una domanda che mi tormenta.

Mi tormenta molto.

E’ un fastidio dentro.

Un tarlo.

Più di un tarlo. Forse è Meglio se non parlo.

Da giorni mi tormenta pesantemente.

Forse è più di un tarlo.

Un’ossessione.

E poi forse sono più tarli, quindi più ossessioni.

Quindi sono più domande.

La prima: cos’è il target?

La seconda: come fa uno a tentare di abbordare un tipa in un supermercato con frasi tipo: “Scusa anche tu compri i doria?”

Queste domande mi tormentano da giorni.

E non so come uscirne.

 

GRAZIE

Mercoledì 10 Settembre 2008

(ANSA) - ROMA, 8 SET - Per trovare l’amore, non servono sviolinate al chiaro di luna o particolari strategie. Basta dichiararsi. E’ la scoperta dei ricercatori dell’universita’ scozzese di Aberdeen, che hanno smentito l’importanza dell’aspetto fisico o dello sguardo ammaliatore nei giochi dell’attrazione. Se ci batte il cuore per qualcuno, il modo migliore per avere chance di conquistarlo e’ dirglielo o farglielo capire. E’ la schiettezza,infatti, il segreto della conquista amorosa.

Questi ricercatori scozzesi quanto son bravi!!!Ci voleva l’Università per capire che se ti piace uno, devi dirglielo! Se non ti piace devi stare zitto! E se non lo sai devi dire esattamente: mi piaci ma non lo so oppure non lo so se mi piaci.

ALTRA NOTIZIA: L’UNIVERSITA’ DELLA FELICITA’
Essere felici non è qualcosa che succede per caso, al contrario s’impara a sorridere e stare bene. L’importante è essere determinati nella ricerca della felicità, avere un briciolo di organizzazione, impegno e creatività. Questi consigli preziosi non sono nascosti nei discorsi di un oracolo, ma sono proposti da alcuni illustri professori dell’Università di Harvard, dove anche quest’anno si tiene il corso di psicologia positiva. Sono quasi mille gli studenti che hanno deciso di frequentare il corso di Tal ben-Shahar, affettuosamente soprannominato, professore di scienza della felicità. Questo personaggio carismatico spiega bene come la felicità dipenda per metà da fattori genetici, per l’altra metà da fattori interni ed esterni all’uomo, per esempio il tipo di relazioni che si coltivano, la carriera professionale scelta o i valori etici e morali che guidano le azioni. Insomma tutti elementi che l’uomo è perfettamente in grado di controllare.

Se non volete frequentare il corso, il consiglio giusto ve lo do io: i soldi danno la felicità. Il resto arriva di conseguenza.

ANSA) - CANICATTI’ (AGRIGENTO) 4 SET - Affissi a Canicatti’ 20mila volantini con accuse a una donna di ‘essere di facili costumi’ e al marito di esser ‘un cornuto’. Ad affiggerli e’ stato un fantomatico ‘comitato becchi (traditi) canicattinese’, e oggi tutta la gente del comune agrigentino non parla d’altro. Nel piccolo manifesto viene indicato il nome e la professione dell’uomo dicendo che e’ stato inserito nel ‘club dei cornuti locale per avere sopportato con dignita’ e coraggio i continui tradimenti della consorte’.

Bella l’idea dei volantini. Però non vorrei essere al posto di chi li ha appesi quando verrà beccato, perchè è chiaro che avendone messi ben 20mila non sarà passato inosservato. Il paese è piccolo e la gente mormora anche se siamo in Sicilia.

Ricordi d’infanzia.

Martedì 9 Settembre 2008

Ricordi d’infanzia.

Chi non fa religione? Io.

Chi non fa ginnastica? Io.

Chi ama se stesso più del prossimo? Io.

Chi non balla sui cubi? Io.

Chi odia la discoteca? Io.

Chi non vivrà in questa bellissima città? Io.

Chi non si sposerà mai? Io.

Chi gioca con il Big Jim? Io.

Chi ha fatto rissa a scuola? Io.

Chi ha il sangue blu? Io.

Chi non è leghista? Io.

Chi odia fare il bagno al mare? Io.

Chi odia fare l’amore solo con il cuore? Io.

Chi odia guidare? Io.

Chi ha parenti cinoamericani? Io.

Chi odia i parchi giochi del divertimento? Io.

Chi ha paura del diverso? Tu.

Film consigliato: Parada.

Ho pensato.

Lunedì 8 Settembre 2008

Ho pensato.
Davanti al Colosseo: certo che vivere in una casa con tutte queste finestre non deve essere stato comodo.

Ho pensato.

A Milano per prendere la metropolitana corrono tutti. A Roma vanno tutti lenti pur di non prenderla.

Ho pensato.

Madonna. Che palco. Che spettacolo. Che storia. Che gente. Che testa. Che mente. Che demente. Che fisico. Che mani. Che cazzo. Che palle. Che spingi. Che urli. Che canti. Che tocchi. Che amore. Che cuore. Che odore.

Ho pensato.

Girando Roma in vespa. Qui c’è da allargare le braccia e sembra di volare, si deve andare, attraversare, il traffico, la storia, il mondo, l’Impero, la fontana, la piazza, tutto e tutti. Poi ci sono svariate buche. Qui sopra e sotto c’è la storia, mica roba da poco. E la palla di neve con dentro il Colosseo mi sa che non rende. E poi ste palle…non è che nevichi in ogni dove. Ne ho vista una anche di Miami. E a Miami non nevica mai. Fatele più credibili dai. Nella palla con dentro il Colosseo al massimo piove sole.

Ho pensato.

C’è la Chiesa. Che si è offesa. Che si è sempre troppo difesa. Ma va…

Ho pensato.

Scagli la prima pietra chi è senza peccato. Peccato, un colpo è partito, qualcuno ha tirato, lascia stare cos’è stato? Cosa? Hai smemorizzato?

Ho pensato.

Storia

Mercoledì 3 Settembre 2008

Dire fare affogare

di Giovanna Donini 

Entro in un locale e la vedo.
Sento l’odore, cambio colore.
Non la conosco, ma la riconosco.
Questo è l’effetto bizzarro dell’amore.
Camminavo bene fino a due minui fa.
Ora sono qua.
Incantata.
Impazzita.
Imbrogliata.
Fuori il mare.
Penso solo a come fare.
Sei secondi. Una frase.
Tre secondi. Quella giusta.
Chiedo al Capo di darmi il coraggio.
Chiedo al mondo di darmi l’appoggio.
Chiedo all’amica di darmi il suo numero.
Faccio prima, meno scena.
Ma non posso. Uscire senza di lei.
Affrontare l’acqua senza di lei.
Affrontare le strade senza di lei.
Non so più chi sono.
Tu Chi sei?
Guardo un vecchio juke box, cerco una vecchia hit e aspetto che il disco giri.
Gira male. Ma gira.
Faccio due passi lenti. Le prendo la mano, piano, faccio piano.
E lei mi lascia fare. Entro bene, anche se leggermente in diagonale.
La porto via.
Non dice una parola.
Non protesta.
Non rallenta.
Ci sta. E’ solo mia.
Il mare non era così bello fino a due minuti fa.
Eccoci qua.
La potenza dell’amore.
La potenza dell’odore.
Ci guardiamo e ci facciamo attraversare dalla perfezione.
Almeno credo, è quello che vedo.
Guardo il mare e lo guarda anche lei.
Dico svariate cose, non saprei.
Lei sempre in silenzio, mi guarda senza riuscire a trovare le parole giuste.
Ti capisco. Lo capisco. Mi capisco.
Perdo il mare, guardo lei e le dico ti vorrei.
E finalmente lei mi risponde: “cazzo merda!”.
Una molla. Mi alzo di scatto. Ho azzardato troppo.
Chiedo scusa, sposto il corpo, cado male, non si vede o forse si.
Rientro nel locale che a questo punto dovrebbe solo bruciare.
Mi viene da vomitare.
Dire fare affogare.
La musica che lascia molto a desiderare.
Non c’è nemmeno il juke box.
Non c’è nemmeno il barista.
Non c’è nemmeno il locale.
Resta solo il mare e fa male.
Vado via.

Qualche settimana dopo.

Zapping televisivo.  Fastidio primitivo.
Mi fermo a guardare un documentario sulla penisola scandinava.
Ho sempre amato i vichinghi. Uomini cornuti e appuntiti.
La giornalista sdolcinata e un po’ arrapata, evidentemente appagata, mentre la telecamera inquadra un tramonto color mondo che cade sul mare color universo dice: “Forse non lo sapete, ma una delle frasi più romatiche che si possa dire ad una persona, ovvero: “guarda il mare” in finlandese si dice: “cazzo merda”…curioso, no?”

Dire fare affogare. Cazzo merda, guarda il mare!

*questa storia è stata pubblicata anche sul sito www.smemoranda.it
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