Un bacio. Il primo.
La lingua. La mia. La sua. Lascio fare alla sua. Agitata più della mia.
Suonano le campane della chiesa. Ho 14 anni. Tardi?
Tardi per baciare qualcuno?
Il primo.
Aveva dei pantaloni “sottoascellari” improponibili.
Non ho guardato nemmeno la faccia.
L’ho baciato e basta. Così si fa. Altrimenti non si bacia mai.
Avevo già 14 anni. E quando lo vuoi dare il primo bacio, sennò.
Ho dovuto fare quasi tutto da sola. Però.
Andare là. Guardarlo. Fissarlo. Un quarto d’ora. Poi girarmi e fare finta di niente. E lui, il primo, si è alzato e mi ha raggiunto.
Mi ha detto: “beviqualcosa?”-”no,bacioqualcuno!”. E l’ho baciato. Con gli occhi chiusi per non guardarlo per niente. Così si fa. Altrimenti non si bacia mai.
Anche lui mi baciava con gli occhi chiusi. Lo so, perchè ad un certo punto ho aperto i miei per controllare.
E mentre mi baciava, io pensavo.
Alle mie amiche. Chissà se mi stanno guardando.
Ai miei amici. Chissà se mi stanno guardando.
Che finalmente anch’io bacio uno.
Pensavo. Si, però, adesso quanto deve durare sto bacio?
Si, vabbè, però, pure lui potrebbe variare leggermente l’andamento della lingua. Faccio io. E mi fa: “bacibeneperò!”-”ehmel’hannodetto,lo so!”. Così si fa. Si mente un po’. Altrimenti non si bacia mai.
Pensavo. Se allunga una mano gli dico di no.
Se non ha i Levi’s come tutti, però gli dico di si.
Pensavo. Troppo. Era domenica. Pomeriggio. Domani si va a scuola. E si racconta questo bacio a tutte, anche se lo hanno visto. O forse si vede che una ha baciato uno, il primo. Si vede.
Nemmeno mi ricordo il nome. Solo i pantaloni. Levi’s, come tutti.
3 anni dopo.
Camera mia. Poster. Libri aperti. Luce. Lei sta arrivando. Ha preso l’autobus. Ha 17 anni. Io quasi 18. Camera mia. Suona. Siamo d’accordo. Oggi ci baciamo. Ce lo siamo dette l’altro ieri, al mare. Faceva freddissimo. Lei era con il suo ragazzo. Io con il mio. Ci siamo leggermente allontanate e lei, a bruciapelo: “io vorrei baciare una ragazza, tu cosa ne pensi?”. E io, che ero pazza di lei, ma non lo avevo detto a nessuno, e che in quel momento pensavo che lei volesse baciare un’altra e non me, io: “non puoi, non si deve, non si bacia una ragazza, chi è questa stronza??!” e lei: “tu…”. La stronza che lei voleva baciare ero io: “Io?Io ci sto immediatamente!Dimmi dove come quando?”-”A casa tua, lunedì!”. Pomeriggio. Sicura che non ti dia fastidio baciare una ragazza? No. Mi da fastidio non averlo ancora fatto.
Un bacio, il primo.
Camera mia.
Spegni la luce che mi vergogno. Spengo? Spengo? Click.
Il mio respiro. Il suo. Si, fai di me quello che vuoi. Chiama gli angeli e falli suonare per noi. Si, fai tu. Blu. Non fermarti più. Fa un silenzio qua dentro. Non c’è più nessuno là fuori.
E non pensavo. Non pensavo più a niente.
Allunga la mano, aspetto la sua mano. Muovo la mano. Fai piano.
Io: “Bacibenesai?” e lei: “Tu un po’ meno, come mai?”. Ho paura. La paura fa saltare la puntina del 33giri. La puntina.
E non pensavo.
Stai qui. Stai qui dieci anni almeno. Così si fa. Altrimenti non si bacia mai.
E non pensavo. Così si fa. Altrimenti non si bacia mai, davvero.
Aveva i Levi’s. Come tutti. Ma i suoi erano come i miei.
Blu.