Gennaio 2007


Oggi è un giorno strano.

Prima pagina di Repubblica. La lettera. Veronica Berlusconi: mio marito mi deve pubbliche scuse. E non solo a te, mi viene da aggiungere.

Oggi è un giorno stranissimo. Una certa Susanna che scrive con frequenza su questo blog mi confonde con la Bandini e mi attribuisce un’ex con cui forse non sono stata, ma chi lo sa. Quindi, solo per lei, con tutto l’affetto che posso, oggi mi vorrei descrivere un po’. Mi chiamo Virginia Ballucco e sono quella con il naso più lungo delle tre, le tette meno meno, i denti in più, gli occhi attivi, i riflessi (e gli orgasmi) passivi, la cicatrice sul petto e nel cuore, l’odore, l’orrore, il calore, il raffreddore, la pigrizia, la nostalgia, il nordest in tasca, il vulcano siculo nel sangue, la canzone “se sotto il cielo c’è qualcosa di speciale passerà di qua prima o poi” nelle testa e svariati motivi per cui posso tranquillamente affermare di trovarmi abbastanza bene con me.

Oggi è un giorno strano, ma ben bene. Mi piace vedere come in molti si trovino bene a depositare “odio et amore” in questo spazio virtuale. Ne prendo atto e faccio molto di più: vi chiedo di sbizzarrirvi a tal proposito. Sono curiosa di leggervi e di leggere cosa odiate e cosa amate.

Oggi strano è. Veronica Berlusconi scrive: “Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala di seguito la consegna dei Telegatti, dove rivolgendosi ad alcune signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: “…se non fossi già sposato la sposerei subito” etc”. Quello che mi fa strano è che la signora Berlusconi dovrebbe conoscere già da tempo il suo bel lui e non capisco come mai si stupisca e s’incazzi così tanto solo ora. Credo che il bel Silvio ne abbia sparate di peggiori. Però mi piace questo sputtanamento pubblico. Mi sarebbe tanto piaciuto vedere la faccia di Silvio questa mattina.

Defendemos l’alegria siempre.

Dopo la befana gay, e alla facciaccia di quel povero cristo di San Valentino, ecco approdare al Pueblo il primo di una lunga serie di single (gay) party!

Baciami Stüpida!
singlegayparty_1.0

Sabato 3 febbraio dalle 22 a notte…
e ogni primo sabato del mese

gay, lesbiche, trans, bisex, etero, confusi…e tutti i loro amici, sono i benvenuti in questa magnifica serata finocchia!
Divertimento assicurato e in palio ricchi premi e cotillons ;)

Circolo arci Pueblo
Corso Palestro 3 Torino
www.circolopueblo.com

ingresso gratuito - consumazione facoltativa

Il sabato notte.

“La gente si affoga nell’unica sala…la discoteca. Ci vuol qualcosa per tenersi a galla sopra questa merda, sopra questa merda…e non importa se domani mi dovrò svegliare ancora con quel gusto in bocca…”. V.R.

Odio i locali pieni di gente, la gente che ti spinge, quelli che ballano a petto nudo e sono schifosamente pelosi.

Odio chi fa la fila per entrare, chi spinge in fila per entrare, chi entra in fila ma poi vuole uscire.

Odio chi ci prova con i baristi. O con le bariste. Che devono per forza sorridere e dividere le attenzioni tra il coca rum et altrui ormoni.

Odio i locali senza parcheggio. E quelli con il parcheggio a pagamento. La confusione, il senso di oppressione, dov’è il divertimento?

Odio me che ci vado da sempre, che faccio file ovunque e mi incazzo et odio continuamente.

Odio i dj che non sanno mixare, i matrimoni che non sanno da fare, le minigonne che in inverno non si dovrebbero portare (cazzo, mi fanno freddo solo a guardarle…).

Odio odiare. Finire la drink card. Fare la coda per farsi timbrare all’uscita. Fumare al freddo una sigaretta schiacciata. Odio non riuscire a sentire. Odio dovere urlare. Qualcuno che si avvicina e ti chiede se fai nuoto, tu che rispondi si, ma come fai a saperlo, lui che ti dice: perchè hai due bei polmoni.

Odio fare la coda per lasciare il giubbotto nel guardaroba. Accorgersi dopo un quarto d’ora di fila di avere lasciato le sigarette nel giubbotto. E accorgersi di avere perso dopo due passi il biglietto con il numero magico per ritirare il giubbotto.

Odio le macchie nere sulle scarpe color camoscio.

P.S.

Le domande della notte:

è meglio un bacio da uno che non bacia bene o stare a casa a leggere Gabriel Garcia Lorca?

E’ meglio Fare un’ora di coda, entrare in un locale strapieno, farsi schiacciare l’alluce più volte, sputare veleno o incontrare in un locale vuoto Vieri che attacca bottone?

E’ meglio fumare fuori al freddo e conoscere un rompipalle senza senso o stare a casa il giovedì per guardare il Grande fratello?

Rispondete ete ete ete

Quando avevo 16 anni il sabato pomeriggio per me era sacro.

Ore 15: incontro con amici al bar. Dalle ore 15e30 alle 17.00 canne con gli amici fuori dal bar. Dalle ore 17.00 alle ore 17e15: piccola riflessione sulla staticità degli eventi e sull’importanza di assecondare in fretta la fame chimica. Dalle 17e15 alle 18e30 viaggio per raggiungere il cuore della città con la forte possibilità di potersi perdere in ogni dove. 18e30: gli scalini del Duomo. Luogo di incontri e perdizione vocale. Dalle 19.00 alle 20.00: prendere appuntamenti con chiunque per vivere al meglio la notte. Dalle 20.00 alle 21.00: cena più distruzione di cassonetti immondizia e cazzate di ogni genere. Dalle 21.00 in poi la notteeeeeeeeeeee.

Ho fatto questa piccola premessa per farvi le domande del pomeriggio:

Siete costretti a restare due mesi in un’isola deserta, cosa vi portate per forza?

Meglio soli o meglio male accompagnati?

In viaggio con la Rosi Bindi o con Manuela Arcuri?

 

è vero che anche un uomo può fingere l’orgasmo?

è vero che gli italiani lo fanno meglio (DO IT BETTER)?

è vero che tutte le donne hanno sognato o desiderato almeno una volta nella vita di fare l’amore con un’altra donna?

andare a letto con questi dubbi…domani rispondetemi vi prego

Le cose belle sono fatte
per sparire sotto il letto
chi le trova se le mangia
come fossero biscotti

aspetto che esca un numero
l’orsocopo è perfetto
ma dentro il frigorifero
le dune del deserto

Babalot 

sabato ore cinque. Sveglia ore cinque. del pomeriggio.

la vita è così.

A volte proprio non hai voglia di alzarti.

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