non esattamente un racconto


NON TI LASCERO’ MAI di Gd

Primo: ti amo.

Secondo: viaggiare con te è meraviglioso.

Terzo: sono così felice. La strada, la mia strada sei tu.

Pausa: i due si guardano per per un po’. Sorridono. Lui sposta con le mani una mosca fastidiosa che è riuscita ad entrare nell’abitacolo. Lei cerca la musica da mettere per il viaggio insieme. Si amano. Si vede e si sente molto bene.

Quarto: da quando ti ho incontrato la mia vita è cambiata. E’ diversa. Si è allargata. Ingigantita. L’amore si è infilato dappertutto. Il mio, il tuo. Ed io non ti lascerei mai, mai. neanche per un attimo.

Quinto: per me sei l’incastro.

Pausa: I due si guardano ancora un po’. Hanno le mani strette sul cambio. Lui sorride. Lei canticchia stonata e felice.

Sesto: non riesco a stare lontano da te. Mai. Quando non ti ho mi manca l’aria. Sento il vuoto universale dentro di me.

Settimo: te, me, gnè gnè gnè.

Pausa: I due si guardano bene. Il viaggio insieme li fa stare alti. Fanno salti. Svelti. L’amore riempie, ma lo stomaco non lo sa. Si fermano in una zona banalissima chiamata autogrill. Si tengono la mano, si parlano piano.

Otto: ti amo perchè.

Nove: io amo te. Tu ami me.

Dieci: non potrei mai lasciarti, mai. Non potresti farlo mai, mai.

Pausa: i due saltellano felici: te vai in bagno, io faccio la spesa. Te sorridimi, io compro le sedie di vimini. Si lasciano a fatica dividere della porta girevole e si seguono fino all’ultimo con lo sguardo.

E poi si sente l’amore dappertutto, qualcuno potrebbe giurarlo.

LA NOTIZIA: SCORDA MOGLIE IN AUTOGRILL SULL’A21

Due coniugi cinquantenni provenienti dalla Repubblica Ceca si sono fermati per fare rifornimento all’area di servizio Nure Sud sull’autostrada A21 Piacenza-Cremona, ma al momento di ripartire il marito ha dimenticato la donna all’Autogrill.

Un tentativo di scaricare la moglie? Un gesto studiato da tempo? Niente di tutto questo: solo una “dimenticanza”.

Faceva caldo, avevo voglia di partire, avevo bisogno di cambiare aria, maglia, occhi, strade. Acqua.

Scrivevo da ore e avevo bisogno di cambiare vita.

Tutta la primavera del mondo entrava nella mia stanza dalle finestre.

Avevo bisogno di uscire dalla mia stanza per entrare in tutta la primavera del mondo.

Così, ormai accade spesso, ho cercato su google e sono partita.

Ma non sono più tornata.

PERCORSO VERO

1) vai su http://maps.google.it/
>
> 2) scegli “indicazioni stradali”
>
> 3) digita da Padova a New York
>
> 4) vai al punto 38 del percorso e…

VETRO NEMICO di G.D.

Ho cinque anni e ti sto amando. Tanto, ma tanto, ma molto di più.

Ho cinque anni e ti sto guardando. Tanto, ma tanto, ma molto di più.

Ho cinque anni e noi stiamo giocando. Io e i miei amici stiamo giocando. Ma non smetto mai di guardare te. Te che sei là e mi sorridi e mi guardi e mi saluti e mi ami con cuore e mani.

Io lo sento sai? Sento che non smetteremo di guardarci mai.

Ho cinque anni e oggi ho deciso: ho voglia di abbracciarti, stringerti forte, insomma amarti.

Hai cinque anni anche tu, si vede da come ti muovi, si vede da come cammini, da come decidi: oggi hai voglia di abbracciarmi, di stringermi forte, insomma di amarmi.

Abbiamo cinque anni e io corro verso di te e tu corri verso di me. Uno verso l’altra. L’altra verso uno. Ma c’è un vetro e possiamo solo guardarci. Possiamo solo alitarci sopra. Possiamo solo amarci così. Immaginare il tocco.

Da qui non capisco se i tuoi capelli sono morbidi. Da lì non capisci se il mio odore ti piace.

Abbiamo cinque anni e non possiamo sfiorarci e non possiamo sporcarci con i colori e non possiamo annusarci e non possiamo giocare con il pongo nel fango.

Guardami, guardami e non smettere più… forse ti aspetto da grande all’uscità laggiù.

Ti amo. Ich liebe dich.

LA NOTIZIA: BRESSANONE, MURO RAZZISTA ALL’ASILO

E’ fallito l’esperimento di convivenza scolastica nell’asilo di Rosslauf, a Bressanone, in Alto Adige. Nella struttura, infatti, è stato eretto un “muro” di vetro che separa i bambini di lingua tedesca da quelli di lingua italiana. Una porta unisce le due aree, testimoniando l’unicità dell’edificio, ma l’accesso alle aule avviene tramite due ingressi separati. Diversi anche il personale e i programmi didattici.

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