non esattamente un racconto


Lesbica processata, era sposata con uomo e con donna

Sarà processata per bigamia Suzanne Mitchell, una cameriera britannica di 29 anni che ha sposato civilmente la sua fidanzata nonostante fosse ancora unita in matrimonio al marito Charles, che vive peraltro ancora a casa con lei.

La bizzarra vita sentimentale di Su zanne, come si legge sul tabloid britannico News of the World, finirà però in tribunale. La giovane donna è accusata infatti di aver fornito false informazioni, indicando di essere single sulla documentazione presentata per unirsi civilmente con la sua compagna, Caroline, 24 anni.

Le due ragazze si sono conosciute in un pub e si sono subito piaciute. “Ero depressa - spiega Suzanne - e il mio matrimonio non andava. Caroline regolarmente mi diceva che era bisex ed era disposta a fare sesso con me e Charles. Una sera, dopo alcuni drink, abbiamo provato a convincere Charles ma lui non ha voluto, allora siamo andate a letto insieme e lo abbiamo lasciato di sotto”.

“E’ cominciato per gioco - racconta ancora la donna. Poi ci siamo avvicinate, e Caroline ha lasciato casa sua e si è trasferita da me, e Charles si è spostato al pianterreno”.

Suzanne e Caroline hanno quindi voluto dimostrare il loro amore unendosi civilmente.

di GD

LAPIS BLU, I LOVE YOU
anno 2070. Lecco.
-Nonnoooo spegni le candeline….nonnooo, buon compleanno….
-Fuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu…aiutatemi sono 87, mica 3…E adesso andiamo…
-Ma, nonno, sei sicuro?
-Andiamo…
-Ma nonno, secondo me, non ha senso…
-Andiamo…
-Ok, facciamo presto, altrimenti si scarica il flusso…
-Si, prendo la mia lapis blu e andiamo…
-Ma, nonno…la lapis blu a che serve, ormai?
-Lascia fare…fu creata nella seconda metà del XVI secolo, dopo la scoperta di miniere di grafite nel Cumberland e un motivo, anche adesso, ci sarà…
-Ok nonno, ma…
-Zitto, prendiamo il flusso…
-Prendi, bevi l’artide, viaggi più sereno e trasparente…
-E tu dovresti prendere un po’ di digital show. Sei un uomo giovane, ma cominci ad avere certe rughe…due gocce al giorno e le rughe svaniscono nelle molecole…e togliti quella gonna analogica, ti sta malissimo…le mode del cazzo degli anni 70…
-Eh, lo so, però si usano tanto e costano tanto, sono molto apprezzate. Va bene, però, adesso via nonno, appoggia il dito…si parte…

Zip. Rumore di zip. E di bip. Flussi canalizzatori costanti. Interferenze insonorizzate. Velocità a bit. Generation trip. Il teletrasporto raggiunge la meta prestabilita, abbonda aria di ossido di carbonio, mentre h2o in compresse effervescenti asciuga l’ansia accumulata negli anni.
-Apri gli occhi nonno, siamo arrivati…
-Già…
-Se nonna sapesse che hai staccato dal quadro digitale la preziosa lapis blu…
-Nonna non lo saprà…
-Ma se tentasse di localizzarci???
-Ho disattivato il suo dispositivo di controllo
-si, ma così penserà che sei con un’altra donna…
-no, non lo pensa perchè ho lasciato a casa l’alzamol…
-ok, meglio per te, entriamo.

Entrata elettronica. Fruscio digitale nel silenzio dello spazio tridimensionale.
-Nonno….
-Sssssshhhhhh…silenzio…
-Io ti capisco, capisco la tua rabbia…Conosco questa cazzo di storia…ma devi fartene una ragione, è così…
-Si, ma dovevo vederlo con i miei occhi…come può essere che al posto di una biblioteca ci sia questo…
-Nonno un sexual digital shop serve sempre, lo sai…
-Vabbè…
-Adesso che l’hai visto che vuoi fare?…Compriamo un porno inside mind, già che ci siamo?
-No, voglio andare a disattivare il flusso vitale della famiglia Rosci…
-Nonno…ti arresteranno, lo sai…
-E vabbè…tre giorni senza forza di gravità non sono così fastidiosi e poi ho un buon avvocato…
-Ok!In fondo il robot che hanno adottato i Rosci mi è sempre stato sulle palle.
-Andiamo…

Qualche brevissimo istante a seguire.
-Dai muoviti nonno, come si fa?…
-Ah, non te l’ho mai insegnato?
-No…non ho mai pensato di disattivare la vita di qualcuno…
-Io, si…non vorrei SOTTOLINEARLO, ma sai che ho questa fissa…comunque è facile. Basta inserire questo codice e poi all’interno della fessura…questa fantastico bastoncino di ematite…mandi in tilt completamente tutto il sistema vita della famiglia Rosci…pensa un po’ il destino…basta una semplice Lapis blu…I love you…
-Ma ora andiamo, domani, verso le dieci e quindici, ti arresteranno nonno e ti annulleranno tutti i congressi che avresti dovuto avere in questi giorni…
-si, manda tu una mail, a tutti i direttori, dicendo loro che non potrò esserci, ma ho le mie buone ragioni, questi sono gli indirizzi…
Biblioteca di Assurbanipal a Nineveh
Antica Biblioteca di Alessandria d’Egitto
Odierna Bibliotheca Alexandrina
Bayt al-Hikma di Baghdad
Biblioteca Ambrosiana Milano
Biblioteca di Gondishapur nell’antica Persia
Dar al-Hikma fatimide del Cairo
Biblioteca privata di Alhazen al Cairo
Library of Congress di Washington
Biblioteca di Sir Thomas Browne
British Library di Londra
Bibliothèque nationale de France di Parigi
Bodleian Library presso l’Università di Oxford
Cambridge University Library presso l’Università di Cambridge
Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
Fisher Library presso l’Università di Sydney (la maggiore dell’emisfero meridionale)
Biblioteca John Rylands di Manchester
Libreria Reale di Copenaghen
Garrison Library di Gibilterra
Biblioteca pubblica di New York
Biblioteca libera di Philadelphia
Staatsbibliothek di Berlino

LA NOTIZIA
Uno studente leccese di 24 anni, colto mentre con una matita sottolineava del testo su di un libro preso in prestito nella biblioteca comunale, è stato “condannato” dal direttore della stessa a non mettervi piede per i prossimi 63 anni.
Il giovane studente potrà pertanto ricominciare a studiare sui libri pubblici nel 2070, quando di anni ne avrà 87.
Luigi Rosci, responsabile della biblioteca che ha inflitto la pesante punizione nei confronti del ragazzo, ha ammesso di esser stato estremamente severo, ma la sua decisione è frutto dell’esasperazione per una situazione di inciviltà diffusa.

Premessa personale.
Tutto riesce a distrarmi. Una mosca riesce a distrarmi. Un tram che passa. Una signora che saluta. Tutto riesce a distrarmi. Le distrazioni sono vibrazioni che vanno e vengono dal basso e dall’alto.

BEATA TE
di Gd
-Buongiorno…
-Buongiorno a lei, io dovrei spedire un pacco…
-Non è problema, me lo dia pure, signorina…
-Eh?
-Il pacco signorina…
-Ah, ah, ah, ah, ah…siii, certo, certo!Come mai?
-Beh, signorina, dovrei pesarlo…
-Certo, lo so, però potrebbe fare il più veloce possibile, perchè, veda, sa…ho una certa fretta…
-Io, signorina, ci metterò il tempo che serve. Siete tutti così, tutti hanno fretta, tutti hanno l’ansia di dovere andare…
-e venire…
-come scusi?
-no, niente, dicevo…io comunque ho davvero fretta…le chiedo una semplice gentilezza…
-si per carità, io ci provo signorina, ma non è che posso fare miracoli, la prassi è questa…
-lo so, però mi hanno detto che lei sarebbe stato velocissimo…
-si, le hanno detto così perchè questo è uno sportello veloce, di solito, ma oggi siamo molto presi…se poi lei mi passasse il pacco…
-Eh?
-il pacco signorina….
-ah, ah, ah, ah, ah….siiii, certo, certo!Come mai?
-beh signorina, come le ho già detto dovrei pesarlo…altrimenti non credo che lei sarebbe venuta fino a qua…
-venuta?
-dico, altrimenti non si sarebbe rivolta a me, non è così? Tutto bene, signorina? La vedo molto strana…
-no, si, è normale…senta possiamo fare velocissimi, io dovrei proprio andare…
-certo, ma questo pacco?
-Eh?
-il pacco signorina…
-ah, ah, ah, ah, ah….siiii, certo, certo!Come mai?
-Signorina, mi scusi, sto perdendo la pazienza anch’io…è sicura che lei debba spedire un pacco?E’ sicura che le abbiano consigliato di venire proprio qua?
-Veramente si e ho solo preso alla lettera il consiglio, come sempre.
-Ok brava, allora mi consegna il pacco?
-Eh?
-il suo benedetto pacco. Signorina..
-ah, ah, ah, ah, ah….siiii, certo, certo!Come mai?

LA NOTIZIA
Gb, ragazza malata di orgasmi. 22/5/2006
“Ne ho 250 al giorno, non mi pesa”
Non è una barzelletta ma realtà scientificamente provata: Ellie Allen, un’avvenente brunetta 28enne londinese, racconta al settimanale News of the World di soffrire della Sindrome di eccitamento sessuale permanente (Psas). In pratica la giovane ha qualcosa come 250 orgasmi al giorno, uno ogni 5 minuti. Una malattia che però non le pesa: “Il difficile è trovare un uomo che riesca a stare al mio passo”.
D’altronde fino ad oggi non esistono cure per la Psas e quindi non resta che fare buon viso a cattivo gioco. E che sorrisi fa Ellie! Gli orgasmi sono completi e alcune volte esplosivi arricchiti anche da strilli. Ellie dice: “La gente pensa che avere orgasmi tutto il tempo sia piacevole, ma mi guardano come se fossi pazza perché trattengo sempre i miei gemiti oppure mi allontano via per i miei momenti privati”.

IL SOSPETTO A PRESCINDERE

Premessa.

Il sospetto a prescindere dovrebbe venire a chiunque. E sempre.

Io.

Poi vado in ospedale, ballo il tango, ma sto male. Un fastidio intercostale, il mio tango può aspettare. Meno male. Male o bene, l’ambasciator non porta pene, ma, a mio avviso, guardarlo a lungo, non conviene. E mi dicono che me ne andrò. Che ho sei mesi e non di più.

E allora conto le ore, i minuti, i secondi che mi restano e pensieri funesti e gioiosi m’investono. Via libera. L’agonia porta adrenalina, la fine annunciata porta convinzioni, lacrime, ansia, ma anche intenzioni.

Quanti soldi ho messo via in questi anni di prigionia? Abbastanza, in sostanza, mai battezzati per la danza. Così in sei mesi mi sputtano la pensione, vado a puttane con in mano il mio ultimo malato ormone, vendo e mi gioco tutto e me ne frego: vivo, rido, godo!

Manca un mese e ballo ancora il tango, nessuna traccia dell’annunciato fango e continuo a spendere e a spandere. Mi viene in mente il mio capoufficio, quello stronzo del terzo piano, prendo appuntamento e vado a trovarlo, ho qualche sassolino da togliermi e diventa un tarlo.

“Buongiorno…”- “Buongiorno un cazzo!Lei è una merda, lei mi fa schifo, lo sa?”. Mi son tolto una soddisfazione, l’angolo buio della mia prigione. Mando a cagare passanti e cretini. Vado allo stadio e sfido i vicini.

Ora vado dal mio vicino di casa che mi ha rigato la macchina e anche il motorino. Rido, saltello, ballo, bello.

Lo guardo negli occhi e ipocrita mi dice: “La vedo bene, come va?” ed io gli rispondo più che felice: “Mi sono scopato tua moglie qualche settimana fa…”.

Poi squilla il telefono e va bene rispondo, tanto lo abbandono presto questo schifo di mondo.

Il dottore che aveva diagnosticato il mio male mi dice tutto contento: “Abbiamo sbagliato lei non ha una brutta malattia, lei sta benissimo…è colpa mia… si goda pure la vita!”.

Cammino senza soldi, lavoro, moglie, amici, vicini di casa e dovrei essere contento perchè sto bene. Dormo e sogno. Mi appare, nella notte, una splendida vergine dai capelli blu cobalto, mi sveglio e mi metto ad urlare perchè mi viene in mente che in questi mesi anche lei ho mandato a cagare.

La notizia

«Hai sei mesi». Un errore medico lo rovina
Si licenzia e spende tutti i suoi soldi dopo che gli viene diagnosticato un tumore incurabile. Ma gli esami erano sbagliati.
I medici gli avevano dato sei mesi di vita a causa di un tumore, così lui ha mollato il lavoro, ha venduto le sue cose e ha speso tutti i soldi in viaggi e ristoranti di lusso. Poi i medici gli hanno detto che la diagnosi era sbagliata, che non sarebbe affatto morto, e lui adesso è rovinato. L’incredibile vicenda ha per protagonista il sessantaduenne John Brandrick, un ex impiegato comunale di Newquay, in Cornovaglia, divorziato e con due figli grandi, che ha raccontato al tabloid domenicale “People” come una buona notizia (il fatto di non essere malato di cancro) si sia, in realtà, rivelata una pessima notizia. «Ovviamente, è stato un sollievo sapere che non sarei morto – racconta l’uomo – ma ora non ho più niente».

ADESSO SPOGLIATI

DI Gd

Parte una musica: “Adesso spogliati, come sai fare tu…”

E i due si guardano con occhi languidi e tristi e spenti e lenti.

Toccami, toccami, toccami, prendimi si, ma resta fermo così.

E i due si guardano con occhi affamati. La piramide dell’amore disegnata sul cuore.

Toccami, entrami, prendimi, si, ma resta fermo così.

E i due… accendono il ventilatore. Fa caldo, si suda, si muore.

Da quando si sono incontrati non esiste più la noia, ma da quando si sono guardati c’è quella legge..contro la gioia.

E i due si guardano e si spogliano poco. Si lasciano tutto e soprattutto la colpa e resta da succhiare tutta quella polpa.

Prendimi, dai, non posso aspettare, questo è un amore che nudo non può restare.

I due si guardano, si sfiorano, ancora un po’, cosa ti tolgo, con Allah come farò? Si siedono aspettano e pensano per un po’…

Prendimi, prendimi, prendimi, ancora, fallo adesso, fallo subito, fallo prima di sera. E lui lo fa. La ama vestito e la ama a metà.

I due si guardano bene negli occhi, spengono il ventilatore e si cambiano i vestiti. Accendono la tv e ci sono due che fanno l’amore tutti nudi. O meglio: lui ha in testa un fazzoletto. Solo un fazzoletto. I due si guardano e pensano: ognuno si veste come vuole e quindi come vuole fa all’amore.

E lo rifanno. Tutti nudi. O meglio lui con gli occhiali da sole.

LA NOTIZIA: VIETATO SPOGLIARSI PER FARE L’AMORE

8/1/2006

Una legge islamica che vieta ai coniugi di fare l’amore completamente nudi sta scatenando polemiche in Egitto tra esperti della sharia, che si sono divisi tra chi sostiene che la regola vada seguita alla lettera e chi invece ritiene che tra due coniugi a letto non debbano esserci limiti. “Fare l’amore nudi invalida il matrimonio”, dicono i primi. “Non è vero, ma è consigliabile coprirsi un po’”, dicono gli altri.

RIEN NE VA PLUS

di G.D.

L’ALTRO IERI

-Amore, se soltanto tu ti trovassi un lavoro serio, un lavoro fisso, forse potresti sposarmi, forse…

-Amore, ormai ho una certa età e lo sai come va qua, sarà dura…

-Sarebbe bello se noi il mese prossimo andassimo in vacanza…

-Già, ma non credo di potermi muovere, i Robbis mi hanno chiesto di mettergli a posto la cantina…ci andremo in vacanza amore, ci andremo un giorno, vedrai…

IERI

Ciao amore.

Ti scrivo questa lettera, anche se faccio fatica a tenere gli occhi aperti. Sono stanco e spezzato. Questo per me, lo sai, è stato un mese difficile. Mi è sembrato di stare seduto ed aggrappato malamente sopra ad un’altalena gigante e adesso che sto per fare il giro della morte sento il bisogno di farti arrivare solo l’amore che provo per te.

Ti ricordi quando ci siamo guardati negli occhi la prima volta?

Ti ricordi quando ti ho stretto forte a me quella notte di pioggia e vento?

Ti ricordi quando e quanto mi hai stretto tu il giorno in cui hai capito di amarmi?

Voglio che tu metta a fuoco noi. Il bello di noi. L’amore che sentiamo. L’angolo di mondo che abbiamo e possediamo. Voglio che tu lo faccia ogni volta che ti sembrerà di cadere.

Non sono mai riuscito a darti quello che avrei voluto. Una casa, una famiglia, giorni e notti insieme, il giardino, le rose, il ponte da attraversare, la chiesa, la posta, la scuola per i nostri figli, una vita normale. Non ci sono mai riuscito prima di oggi. Non sono mai riuscito a mettere da parte qualcosa per portarti all’altare come si deve e ora che lo posso fare, anzi lo devo e lo voglio assolutamente fare, sono obbligato a salutarti prima di godermi almeno qualche istante il nostro amore. Colpa del destino crudele? Questa frase sa di aceto e di ruggine. Non è il destino. Anche se è lui che mi ha segnalato per mandarmi all’inferno e allo stesso modo mi ha segnalato per salvarmi dalle fiamme. E’ colpa di un si, di un no, di un timbro, dei soldi che, ironia, questa volta ho, ma non posso avere adesso. E’ colpa di un mostro chiamato burocrazia. Quindi, amore mio, ti chiedo di pensare all’amore che ci lega ogni volta che riceverai l’assegno che ti arriva. Goditi alla faccia della burocrazia tutti quei soldi. Mangia pesce costoso tutti i giorni. Fuma sigari preziosi tutte le sere. Offri da bere. Compra fiori e pane. Regalati vita, amore e piacere. Fai vacanza tutti i giorni. Non venire a trovarmi mai nel luogo silenzioso in cui mi metteranno. Lasciami là chissenefrega. Tu vai a divertirti tutte le sere. Alla faccia mia e del mio dolore. Per anni ho servito il potere, ma senza immaginare fino in fondo che avrei comunque fatto la fine schifosa del panettiere. Amore mio, non perdere tempo vai e corri a goderti la vita.

OGGI

NEW YORK - La burocrazia ha ucciso la fortuna. E’ morto ieri a Syracuse Wayne A. Schenk, 51 anni, l’uomo che in un mese aveva scoperto prima di essere malato di cancro ai polmoni poi a metà gennaio di aver vinto il primo premio della lotteria dello Stato di New York: un milione di dollari. Aveva sperato di potersi curare con quei soldi, ma le regole non hanno fatto eccezioni: la vincita poteva essere pagata soltanto a rate, 34mila dollari ogni dodici mesi per vent’anni.
La sua assicurazione da veterano dei marines - Wayne aveva servito in Libano, dove 241 suoi compagni morirono nell’attentato al quartier generale americano di Beirut - gli passava solo le cure base e un ciclo di radioterapia. Ma i medici erano stati chiari, con 125mila dollari subito e 250mila per un secondo ciclo si poteva sperare in un altro anno di vita, forse diciotto mesi, magari in un miracolo. Allora in una corsa contro il tempo aveva cercato di ottenere subito tutto il denaro del premio, poi di fronte ai ripetuti rifiuti era riuscito a convincere il centro per i tumori di Philadelphia ad accettare il tagliando vincente in cambio delle cure, ma anche questo non è stato possibile. Così Wayne ha incassato solo la prima rata, con cui ha pagato debiti e bollette e ha offerto una bevuta a tutti gli amici al bar di Naples, un paese tra i boschi e le vigne a nord di Manhattan. E pensare che la sorte per un attimo lo aveva illuso: le probabilità per un uomo di 51 anni di sviluppare un tumore ai polmoni sono una su cinquemila, le probabilità di vincere il primo premio da un milione di dollari della lotteria dello stato di New York, con un biglietto gratta e vinci da cinque dollari, sono una su 2.646.000. Wayne era stato scelto dal destino tutte e due le volte e questo sembrava un segno. Ma la malattia non si è fatta commuovere e si è presentata puntuale, portandoselo via dopo soli tre mesi. Wayne che ha sempre vissuto da solo con uno spelacchiato pastore tedesco e ha tirato a campare facendo mille lavoretti precari, prima di morire ha però fatto in tempo a prendersi una piccola rivincita sul suo destino taciturno e solitario. All’inizio di aprile ha sposato Joan DeClerck, la donna che amava da tempo, con cui usciva ma a cui non era mai riuscito a garantire un’esistenza o una famiglia. Ora sarà lei ad ereditare il resto della vincita. E le lotterie dovranno pagare tutto, per altri diciannove anni, fino all’ultima rata.

SALE E PEPE

di GD

-Amore, mi prometti che farai la brava?

-Amore mio, ovvio… ti fidi di me?

-Amore, certo, te lo dico solo perché non sono abituato a vederti partire senza di me…

-Amore, non pensare che io faccia questo viaggio per fare chissà che…

-Amore mio, lo so…mi passi il sale?

-E poi voglio dirti che mi dispiace non fare questo viaggio con te…

-Amore, lo so…mi passi il sale?

-Io credo che una coppia dovrebbe fare insieme viaggi come questi…

-Amore, lo so…ma il sale?

-E poi faccio fatica ad allontanarmi da te, mi sento persa senza te, divento un’altra senza te, mi trasformo senza te, non so più chi sono senza te…capisci?

-Si amore mio, capisco benissimo…sai per caso se, invece, quando sei con me, riesci anche a parlare mentre mi passi il sale?

-E poi non sopporto quelle persone che non capiscono la mia timidezza e quanto tu sia stato capace di farmi raggiungere uno stato di accettazione e di normalità rispetto a ciò che ritenevo fosse un difetto caratteriale e non un pregio…la timidezza è un pregio…

-Amore, lo so, ma non so come dirti che questa pasta è abbastanza insipida…il sale?

-Io sono timida…faccio fatica a muovermi da sola nel mondo, lo sai, ma da quando ti conosco ho imparato che sorridere al mondo, creare un contatto con il mondo, mi fa solo bene…solo che Roma vorrei vederla con te, io sento che mi sentirei meno spaesata…ho il terrore di visitare quei luoghi così magici, ma anche così intasati ed affollati, senza di te…la gente mi intimorisce…come al supermercato, ricordi?

-Amore, lo so, lo immagino…nel frattempo, prova ad allungare il braccio, dovresti farcela, hai il sale lì vicino a te, me lo passi, non è difficile, ci provi?

-E poi la Fontana di Trevi…è bellissima, mi emoziona letteralmente. Secondo te, si usa ancora buttare le monetine e poi esprimere il desiderio?

-Si, certo amore…c’è anche chi si fa il bagno nudo…cazzo, il sale?

-Amore mio, arriverò davanti alla Fontana di Trevi e, baciata dalla fortuna e dal sole, esprimerò un desiderio solo per te…cosa vorresti?

-Il saleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!

-Amore, sei pazzo? Non posso mica sprecare un desiderio del genere per il sale…mi passi il pepe?

LA NOTIZIA: ROMA, NUDA NELLA FONTANA DI TREVI

Fuori programma hot per i turisti che si sono fermati ad ammirare la Fontana di Trevi a Roma. A un certo punto una milanese di 40 anni, senza vestiti, è entrata in acqua e ha cominciato a nuotare tra gli applausi, i fischi e le centinaia di fotografie scattate da tutti quelli che si trovavano ai bordi della “vasca”. Poi, dopo qualche bracciata, si è sdraiata al sole. I carabinieri, però, hanno interrotto lo spettacolo. Roberta, questo il suo nome, ha in pratica imitato quello che aveva fatto Anita Ekberg nella “Dolce Vita”. Lo spettacolo è iniziato intorno alle 14, quando la donna si è denudata completamente gettando i vestiti nelle acque di Fontana di Trevi, in uno strip-tease che in molti non dimenticheranno.

Next Page »