blogghiamo libere


odio quelli con lo zaino in autobus…si dimenticano sempre di avere qualcuno dietro.

odio quelle che: “io non mi sono mai toccata da sola”…non è possibile, non è possibile…

odio quelli che suonano il clacson…non è un pianoforte!

odio quelle che sanno di piacere e vogliono piacere a tutti, però se uno non le caga vanno in cura dallo psicologo…

odio i maschi troppo gentili…”passa prima tu, come sei carina, prego accomodati…”…prego vattene cretino.

odio quelle di una certa età che vanno in giro con scollature vertiginose…lascia stare, non è più il momento…

odio quelle che: “io non ho mai visto un film porno e non lo vedrò mai!”…io se avessi potuto ne avrei fatto uno pensa un po’…

odio quelli che…”ciao come ti chiami io ti ho già visto da qualche parte…”…trova un modo diverso per attaccare bottone bello che sei banale…

odio quelli che vanno in vacanza in africa, ma nei villaggi turistici e da lì non si muovono più…poi tornano e ti dicono: “troppo bello anche se mi ha ricordato il viaggio a Cuba…” e ti credo se vedi il mondo dal villaggio cazzo vedi????

odio la cuffia obbligatoria in piscina che poi te la metti e ti prendi comunque le verruche…

odio le donne: “Di che segno sei?” e se dici scorpione ti rispondono: “sei sexy allora…” e se dici sagittario ti rispondono: “sei stronza allora…” e se dici vergine ti rispondono: “non è vero..”…ma vai a cagare va’…

odio i maschi..”guarda quella stella…sei tu”…no, io sono quella più a sinistra la vedi? Quella che ti sta mandando a fanculo proprio adesso…quella che fra due minuti cadrà…

odio quelli…”te lo spiego io…, te lo dico io, te lo trovo io”…ma levati che tu nemmeno te lo trovi da solo…

odio quelle che…”ieri mi sono scopata uno l’ho distrutto…oggi non mi ha ancora chiamato…che faccio lo chiamo io?”. Sei una vera dura? Si, allora sii coerente…altrimenti mi fai pensare che sia stato lui a scopare te e non viceversa.

e poi odio…

e voi chi odiate?

-”Perchè tu sei… tanto buona!”. Che cazzo dici? Io sono una stronza! E poi mi sa tanto che avresti voluto dire: “perchè tu sei tanto…scema!”. Come tua sorella?

-”Perchè non ti trucchi un po’?”. Perchè mi stanno sul cazzo i trucchi, a meno che non siano quelli per farti sparire!

-”Io so scrivere da Dio, faccio ridere da Dio e sono brava da Dio, e “ciao” l’ho detto prima io!”. E come mai mi stai sul cazzo lo stesso?

-”Ma come mai lei è là quando io sono più bravo?”. Perchè evidentemente, testa di cazzo, più bravo non sei!

-”Sicuramente per arrivare dove è arrivata ha fatto molti “servizietti” a qualcuno!”. Guarda, piccola troia inconsapevole, che per mia sfortuna i servizietti non ho ancora cominciato a  farli, ma appena comincio…

-”Il sole è malato”. In che senso? Spegati meglio, perchè in questo momento tra l’altro sta piovendo…

-”Come mai non ti metti mai la gonna?” Perchè se la mette più volentieri il Papa!

-”Porgi l’altra guancia!” E poi sparagli in bocca per cortesia, anzi per favore!

-”Quelle come te hanno svariati scheletri nell’armadio”. Si, ma siccome quelle come me hanno l’armadio Ikea, gli scheletri sono tutti da montare! 

Il primo polline non si scorda mai.

Non guardare sempre dove vai.

Il primo polline ti piove dentro, anche a Milano, in pieno centro.

Il nuovo Governo ti lascia perplesso, la Ministra alle pari opportunità ti stuzzica l’amplesso.

Le nuove donne non hanno famiglia, i nuovi maschi si attaccano alla bottiglia.

Un pensiero positivo si trasforma in motriglia.

La primavera è inoltrata come la centesima mail della giornata.

Il primo polline non si scorda mai.

 

Sto scrivendo un pezzo molto curioso e ho bisogno di voi. 

Titolo

Le bugie che dicono le donne.

 1-E’ stato bellissimo.

 2-ho raggiunto svariati gradi di piacere

 3-fisicamente mi piaccio da morire

 4-non mi piace raccontare i cazzi miei alle mie amiche

continuate voi

 

Sono sempre di più le persone che rinunciano alla macchina per motivi economici. E poi capiscono che senza la macchina si vive meglio.

Diventa pedone anche tu!

Noi pedoni abbiamo capito che:

se ti mettono sotto mentre attraversi la strada sulle strisce pedonali, muori… ricco.

non perdi tempo a cercare parcheggio, a litigare con la gente, ad attaccare alberelli profumati che fanno schifo, ad aspettare in mezzo al traffico, a tagliare la strada alla gente, a capire perchè i tergicristalli non vanno, le gomme si sgonfiano, l’olio è da cambiare, e poi sta cazzo di macchina è sempre da lavare e quando la lavi piove e i sedili son vecchi e l’autoradio si è fusa ed è rimasto un cd dentro, e la marcia non entra bene, o sei tu che non la sai mettere, e il navigatore ti ha stressato, se la signorina fosse almeno più disponibile…

“girare a destra…e poi lasciarsi andare… ti va questa sera di ballarmi dentro?”

se non hai la macchina non devi più fare benzina, scendere, il deca, al freddo, al caldo, la coda, la cassa, la gente, verde o no quanto cazzo costa però.

non devi più ricordarti dove l’hai messa e come l’hai messa e chi te l’ha rigata e perchè l’ha fatto. Tutta la fiancata? Ma chi può essere lo stronzo? La stronza? Può essere, ma cosa le hai fatto? Le hai detto che stava male con i capelli verdi? Ah Beh e allora…adesso che sei un pedone non potrà più rigarti niente nessuno…al massimo ti taglieranno la gola, ma significa che era destino.

Adesso sei solo un pedone e al massimo sei trasportato. In questo caso l’unico sforzo che devi fare è chiacchierare con chi ti trasporta, stare davanti, tenerlo sveglio, mettere i cd, punto, poi se il tipo si allarga scendi.

Diventa pedone anche tu!

Con i soldi che risparmi ti potrai viziare. E potrai oziare. Sostare ore ed ore dove ti pare. Non avrai più l’ansia che la sbarra del telepass non si alzi in tempo mentre stai uscendo dal casello a tutta velocità.

Con i soldi che non spenderai più potrai ballare con il tuo navigatore vibrante nascosto nel taschino e godere con lei del nulla. E salutare senza ansia i vigili del quartiere che se ci fate caso vanno in giro in moto o a piedi, raramente in macchina.

Diventa pedone anche tu. Non inquinarti la mente, non inquinare più.

…Poi mi ricordo bene la faccia tesa e nervosa della mia prof di filosofia quando faceva una domanda e nessuno rispondeva, e nessuno alzava la mano, e qualcuno abbassava lo sguardo, e qualcuno guardava fuori dalla finestra che dava sulla strada che dava sul fiume che dava da bere ai cigni e da ballare alle zanzare.

Poi mi ricordo bene quanto pesava il vocabolario di latino e la scritta sul muro di un ragazzino “Giorgia ti amo” e i ragazzi sul motorino e roberta che mi chiedeva di bruciare e anna che mi chiedeva di restare e tutti che volevano scioperare e le bombe finte per far evacuare la scuola un’ora sola poi arrivava quella con il registro in mano e lo sguardo incazzato che aveva già deciso chi interrogare, ma aspettava a dirlo per farti scoppiare. Poi puntava il dito: “Tu, esci tu!” e a me saltava la pancia a me si staccava il cuore e tutto faceva rumore, senza onore, senza onore. Non so un cazzo e non lo saprò mai. Mi fa male tutto e tu che ne sai. Io voglio solo lei e tu che ne sai.

Poi mi ricordo bene che Platone aveva dei problemi col sesso, mentre Eraclito aveva fretta di divenire. Orazio era divertente e bastardo, Leopardi era triste e noioso, Dante era immenso e grandioso, e intanto la scritta sul muro cambiava: “Giorgia puttana”, e quando la prof di filosofia spiegava che “fare l’amore non significa andare in un campo ad aprire le gambe…vero Ballucco?”. Vero Ballucco? Io amo lei e tu che ne sai. Tu che ne sai di tutta la poesia che ci metto nell’aprire le gambe come il cuor comanda in quel campo di grano profumato e lontano. Domanda: tu che ne sai? Io l’amo e l’amerò per sempre.

Poi mi ricordo che mi sono girata un attimo e non c’era più niente se non quella strada che dava sul fiume che dava da bere a cigni e da ballare alle zanzare. E quindici anni dopo ancora una scritta sul muro: “Giorgia…” qui i muri non li lava nessuno e meglio così. E poi lei. Lei che attraversa la strada con le borse della spesa con l’aria stanca e tesa mi guarda e fa finta di non avermi visto avvertito sentito amato. La lascio andare tanto so già come si fa.

“Tu, esci tu…Ballucco: che vuoi fare nella vita? Vuoi continuare così? Vuoi continuare a guardare per tutta la vita fuori dalla finestra? Che vuoi fare nella vita? Scrivere? Tu al massimo potrai scrivere i bigliettini d’auguri o le scritte idiote sui muri…pensaci perchè non lo fai?E guardami negli occhi quando ti parlo!-Prof…mi scusi ha la cerniera dei jeans aperta…”.

canzone:… “ieri sera sei uscita con me stamattina è già il terzo caffè che bevo che bevo che bevo ho fatto pure una doccia gelata ma non è servita sono ancora in coma…poi il telefono squilla la nevrosi mi piglia di rispondere adesso proprio non ne ho voglia poi alla fine prendo su sei tu che cosa dici? Non mi vuoi vedere più…” Vasco-Sono ancora in coma

Non mi sento bene. Tutta colpa delle medicine o del sole o delle ore passate a lavorare. Ad un certo punto la testa decide di staccarsi dal cervello.

Però non mi posso fermare e poi dicono che faccia bene vomitare.

Butti fuori le energie negative accumulate nella vita. Buaaaaaaaaaaaaaaaaahhhh quante ne ho.

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