Archivio di Gennaio 2010

Il coltello magico

Venerdì 29 Gennaio 2010

Adesso lo so con certezza assoluta.
In un’altra vita sono stata davvero un tagliatore di gole. Maneggiavo coltelli. Vendicavo gli assenti.
Adesso lo so, perché ieri siamo stati aggrediti e quando il tizio mi ha chiesto portafoglio e telefono a me e’ bastato tirare fuori un minicoltello da dodici centimetri e fargli fare due giri tra le dita. Giuro non avevo mai fatto una cosa del genere con un coltello tra le mani e soprattutto non sapevo di avere quel coltello, era un regalo che avevo dimenticato di avere in borsa. E io, così, davanti a quel tizio che di colpo e’ impallidito ho fatto girare a tutta velocità quel coltello come fossi un giocoliere in mondovisione.
Il tizio ha fatto un passo indietro ha guardato quel coltello tra le mie mani e poi ha guardato i miei occhi.
Non avevo mai riflettuto sul mio sguardo in situazione di pericolo. Forse il tagliatore di gole e’ rimasto fortemente in me e lo sguardo che faccio gli appartiene ancora. Il tizio ha girato gli occhi altrove.
Confesso: dentro di me tremavo. Ma fuori io ero lui. Ero quello della mia vita precedente. Ho alzato il braccio ho puntato il coltello e mi sono limitata a dire: “i miei soldi li vuoi ancora?”. Il tizio a quel punto ha guardato il suo complice ed e’ scappato.
Ora. Se qualcuno mi chiedesse di ripetere l’impresa o quel gesto folle non sarei in grado di farlo.
Ho messo in un cassetto quel coltello e non voglio mai più che il tagliatore di gole che c’è in me esca di nuovo.  Sarebbe potuto accadere di tutto. Per esempio sarebbe potuto accadere che quel tizio capisse al volo che quel coltello non aveva una lama vera, ma finta e molle, come sono tutte le lame che appartengono a coltelli giocattolo solitamente usati dai maghi per stupire con i loro trucchi.
Per esempio.

dopo di che.

Giovedì 28 Gennaio 2010

Dopo di che
ho capito che se io sto per uscire entri te…
e se io aspetto di notte il tuo ritorno
tu arrivi, si, ma di giorno…
Dopo di che
ho capito che
politica arte passione odore
lenzuola emozione colore
con te…
che dopo di che sposti un principio
indirizzi le intenzioni
ti metti al centro
di un cerchio
che nemmeno io…
Dopo di che
ho capito che
c’è da prendere il tempo per non perdere il tempo
per non fingere un contrattempo per non perdere te
che non ti bastano le olive senza nocciolo
per saltare qualche ostacolo
che non ti bastano due parole
e piuttosto un po’ di silenzio
silenzio
silenzio…
adesso mi chiamo
ho un nome più serio
ho un insolito desiderio
ho qualcosa di te
hai qualcosa di me
adesso mi chiamo
so anche che ore sono
ho un nome meraviglioso
inciso sul petto orgoglioso
Dopo di che
ho capito che
hai capito me che ho capito te…

vienimi a prendere aspetto te…

certe telefonate…

Mercoledì 27 Gennaio 2010

Oggi ho ricevuto una telefonata da un numero sconosciuto. Di solito non rispondo mai ai numeri sconosciuti.  Oggi si. Rispondo. Pronto. Ciao. Sento. Voce maschile. Quanto Vuoi? Dice. In che senso? Dico. Per fare quello che sai fare, quanto vuoi? Dice. Beh, io so fare svariate cose. Dico. Tu a cosa ti riferisci esattamente? Ridico. A quello che sai fare meglio. Dice. E comincio a comprendere esattamente quali sono le sue intenzioni. Penso. Voglio 1000 euro per tre ore di fila. Faccio più o meno tutto quello che serve e bene. Dico. Cazzo, sei cara. Dice. Beh, sul mercato non sono l’unica, guardati pure intorno, chiama chi vuoi. Mmmmm. Sospira. Scusa ho un’altra chiamata sotto. Dico per mettergli ansia, fretta e pepe. Niente lasciamo stare, costi troppo. Dice. Ok. Dico. Solo una domanda: il mio numero l’hai trovato scritto sul muro di bagno di un autogrill? Dico. Certo che no. Dice, quasi stupito. Me l’ha dato il tuo editore. Aggiunge. E allora perchè mi tratti come una puttana chiedendomi direttamente quanto voglio?

Dico e chiudo. 

3a0

Martedì 26 Gennaio 2010

Fuori grigio,

ma dentro io finalmente rido.

Abbiamo vinto la prima partita. 3-0. Ho segnato una tripletta. La mia prima tripletta.

No, lo so, io non gioco a calcio, ma so bene di che si tratta.

Abbiamo vinto ieri sera. Contro i fantasmi, contro tutti.

Che tutti ci provano a tagliarci le gambe, a farci degli sgambetti scorretti. Ma noi no, siamo cadute, ci siamo rialzate e ieri sera abbiamo dato tre schiaffi morali a chi di dovere.

Ah. Come si gode. A testa bassa e pedalando. Come si gode segnando.

Finalmente rido.

E poi si vedrà.

Ho letto. A letto.

Giovedì 21 Gennaio 2010

Il tempo che ho è poco.

Scrivo di notte. Di giorno. Mi perdo. Mi trovo. Ritorno.

Gli amici che ho su facebook aumentano. Quelli che ho veramente restano pochi.

Ho letto la storia di un tizio americano che dopo aver preso un treno in Italia è tornato in America, ha comprato una pistola e si è messo a sparare a tutti gli uomini che vedeva vestiti con il cappello ed il borsello.

Ho letto la storia di un tizio veneto che è stato fermato dai carabinieri per un controllo. E’ sceso dalla macchina completamente ubriaco e si è messo a discutere con i carabinieri. “Dai si fatemi la multa, ma prima chiamo il mio avvocato”…ha chiamato l’avvocato che si è presentato immediatamente dal suo cliente, ma anche lui era completamente ubriaco. Due piccioni con una fava.

Ho letto una storia di una tizia che non aveva più voglia di leggere.

ciao.

Giovedì 14 Gennaio 2010

Non sono mai indifferente. Non sono mai lontana veramente.

Sono così, a volte un po’ assente e vorrei essere spesso, lo ammetto, molto più demente.

Manco. Manco a me. Mi manco. A volte.

Stanco. Stanco me. Mi stanco. A volte.

Certi passi li ho fatti. Altri no.

La testa mi è esplosa senza controllo, però.

Sono dispiaciuta.

Sono un po’ grigia. A volte. Altre no.

C’ho il sole in bocca e mi tocca, però.

Vado.

Chiedo.

Vedo.

Piango.

Rido.

Pensavo…

Giovedì 14 Gennaio 2010

Oggi prima di andare dal dentista leggevo il giornale e pensavo:

poi sono arrivata dal dentista e mentre quello mi faceva di tutto pensavo:
mondo di merda, di merda, uomini di merda, corrotti, scorretti, pieni di difetti, come me, come te, come voi. Non ci capiamo, non ci teniamo, non ci vogliamo, non sudiamo e non è che non lo facciamo più, mi sa che forse non lo abbiamo mai fatto. Egoisti, bastardi, siamo monete, ci girano, ci giriamo, abbiamo due facce, due facce facciamo. Criminali, tutti uguali, anche nel piccolo, e senza ideali. Qualcuno si salva, qualcuno ci salva, ogni tanto, e poi dimentichiamo chi siamo stati, dove siamo andati, perchè.

Poi sono uscita e faceva freddo. Mentre la metropolitana andava pensavo:
come ti salverai, come mi salverò, come faremo, come farò. devo tornare idiota. Devo tornare ad essere più idiota. Una che non capisce, una che non sente, una che non vede, che non vede i dettagli, ma prende solo abbagli e considera giusti…solo i consigli per gli acquisti. Comincia ad essere fastidioso farmi dire chi sono grazie ai test di facebook: che tipo di stronza sei? Che animale saresti? Che frase del film sei?. Comincia ad essere fastidioso rispondere a quelle domande sapendo che verrò catalogata, inserita, definita: sei veramente stronza anzi stronza doc. Se fossi un animale saresti la… giraffa attenta alta e sofisticata. La tua frase è: “Francamente me ne infischio” detta da Clarke Gable in Via Col Vento. Non ne posso più. Nessuno dice più niente. Nessuno fa più niente. Le verità vengono inzuppate, falsificate, accartocciate da tutte le parti. E noi ci facciamo fottere senza più arti. C’è sempre qualcuno che mente più di tutti, ma il popolo lo abbraccia perchè in fondo lo rappresenta. Se ti vuoi dissociare devi smetterla di piangere e cominciare ad urlare. Che ci stanno tirando acqua preziosa… per farci affogare.

Poi ho acceso la tv e mentre di tutto andava ho smesso di nuovo di pensare come quando leggevo il giornale.