Riflessioni di pancia.
Martedì 17 Febbraio 2009Ho sentito gli uccellini cantare. Forse non lo sai ma anche questo è amore.
Ho sentito gli uccellini cantare. Forse non lo sai ma anche questo è amore.
Ho preso una bella botta,
ma non ho perso la memoria.
Io magari scappo.
Oggi sono così triste che… se anche vincessi a Black Jack sbufferei.
Faccio un lavoro strano.
Mi hanno appena chiesto di scrivere una storia di trenta righe che faccia ridere i ragazzi delle scuole superiori.
Io non ho un cazzo di voglia.
Sarebbe grave avere sempre voglia di fare ridere.
Sarebbe grave.
Ma ci provo, devo.
“Questa è la storia rivistata di Orfeo e di Euridice.
C’è lei che è una tettona e che ama lui e lui che fa il cantante e che ama lei. Poi un giorno lei incontra uno che ci prova con lei e lei per scappare da lui attraversa la strada senza guardare e pesta un serpente. Che culo se soltanto avesse pestato una merda, invece ha pestato un serpente e lei muore.
Orfeo soffre e piange e canta come un pazzo giorno e notte, finchè gli Dei (perchè son tanti e non uno solo!) gli offrono la possibilità di riportare in vita la sua amata. “Attraversa gli Inferi (praticamente viale certosa verso le sei di sera)ma non dovrai mai girarti, mai, nemmeno quando lei…tentatrice ti chiamerà …”. Orfeo dice ok.
E cammina cammina cammina, mentre la tettona lo chiama lo chiama lo chiama, ma quando lui è quasi arrivato a destinazione ad un certo punto di colpo si gira…e il sogno di ritrovarsi svanisce e i due si perdono per sempre. Perchè si è girato Orfeo?
Ve lo dico io: ha sentito uno che all’improvviso ha detto…”oh guarda là SanSiro…stanno per fare il derby…” e si è girato…
Morale: un uomo può amare una donna e desiderala da morire, ma davanti allo stadio non ci sono madonne…
“Possa l’azzurro contemplare il tuo corpo mentre il sole ti inonda la schiena dalla finestra. Possano le tue labbra rifiutare il bacio, se il tuo cuore non lo desidera. Possa l’euforia trovarti nei tuoi momenti di solitudine. Che tu possa accendere un miliardo di candele nella tua mente”.
Spettacolo Spaventapassere.
Ringraziamo tutti quelli che ci hanno sostenuto e seguito. Come sempre.
Poi, almeno io, chiedo scusa per essere scappata via.
Nella testa avevo in testa una poesia, la mia:
“Eri a un passo da me.
Ero a un passo da te.
Adesso vago nel nulla.”
Il mio pensiero di oggi è:
puoi cancellare tutto il materiale in zona
puoi riavvolgere i nastri
cambiare strade,
eliminare dati,
modificare abitudini,
selezionare amicizie,
confondere i ricordi,
spostare gli orizzonti
ma l’amore…
quello…alto o basso, scomodo o di riflesso,
l’amore…
quello…
non lo puoi mai cancellare…

Uno spettacolo che è un misto di irriverenza e trasgressività , sulla vita, sulla precarietà lavorativa, sul malgoverno e sulla confusione sessuale, dove divertimento, musica e tagliente ironia tutta al femminile trovano il giusto spazio in una cornice di attualità .
Sabato 14 febbraio 2009 ore 22
Circolo Pueblo
Corso Palestro 3 Torino
http://www.circolopueblo.com