La giornata della Memoria

UNA STORIA NELLA STORIA
di Giovanna Donini
Pierre aveva freddo. Non si era mai abituato, mai arreso, a quel freddo. Aveva le ossa spezzate dal legno marcio, dai passi a vuoto. Aveva l’odore della morte addosso.
Aveva le mani distrutte. Il cuore spezzato. Ma non si era ancora arreso.
Pierre continuava a sognare.
Il profumo del mare.
Il calore umano.
Il suo uomo lontano.
L’ultima volta mano nella mano.
Pierre continuava a sognare.
Fingeva pazzia.
Conservava una poesia.
Usava la fantasia.
La fantasia.
La fantasia.
Che dopo un po’ finiva.
Quella mattina il comandante nazista annunciò un’esecuzione pubblica.
Pierre, come tutti gli altri, era costretto a guardare. A tenere gli occhi aperti.
Per non impazzire faceva finta che non fosse vero.
Ma la pazzia non si frega da sola.
Un uomo venne portato fuori e Pierre lo riconobbe: era il suo amante diciottenne di Mulhouse.
L’urlo nel cuore.
Il silenzio dell’orrore.
Le guardie del campo lo spogliarono degli abiti e posero un secchio metallico sopra la sua testa, quindi gli aizzarono contro i cani lupo addestrati che lo sbranarono fino ad ucciderlo.
Pierre chiuse gli occhi.
“ti porto via con me,
ti salvo io,
tu non sei lì…
tu sei con me tra le mie braccia,
amato, desiderato, per sempre…”.

Migliaia di gay vennero sottoposti alla sterilizzazione forzata in seguito a sentenze pronunciate dai tribunali nazisti, altri, tantissimi brutalmente uccisi.

*questa storia è stata pubblicata anche su www.smemoranda.it

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