…Poi mi ricordo bene la faccia tesa e nervosa della mia prof di filosofia quando faceva una domanda e nessuno rispondeva, e nessuno alzava la mano, e qualcuno abbassava lo sguardo, e qualcuno guardava fuori dalla finestra che dava sulla strada che dava sul fiume che dava da bere ai cigni e da ballare alle zanzare.

Poi mi ricordo bene quanto pesava il vocabolario di latino e la scritta sul muro di un ragazzino “Giorgia ti amo” e i ragazzi sul motorino e roberta che mi chiedeva di bruciare e anna che mi chiedeva di restare e tutti che volevano scioperare e le bombe finte per far evacuare la scuola un’ora sola poi arrivava quella con il registro in mano e lo sguardo incazzato che aveva già deciso chi interrogare, ma aspettava a dirlo per farti scoppiare. Poi puntava il dito: “Tu, esci tu!” e a me saltava la pancia a me si staccava il cuore e tutto faceva rumore, senza onore, senza onore. Non so un cazzo e non lo saprò mai. Mi fa male tutto e tu che ne sai. Io voglio solo lei e tu che ne sai.

Poi mi ricordo bene che Platone aveva dei problemi col sesso, mentre Eraclito aveva fretta di divenire. Orazio era divertente e bastardo, Leopardi era triste e noioso, Dante era immenso e grandioso, e intanto la scritta sul muro cambiava: “Giorgia puttana”, e quando la prof di filosofia spiegava che “fare l’amore non significa andare in un campo ad aprire le gambe…vero Ballucco?”. Vero Ballucco? Io amo lei e tu che ne sai. Tu che ne sai di tutta la poesia che ci metto nell’aprire le gambe come il cuor comanda in quel campo di grano profumato e lontano. Domanda: tu che ne sai? Io l’amo e l’amerò per sempre.

Poi mi ricordo che mi sono girata un attimo e non c’era più niente se non quella strada che dava sul fiume che dava da bere a cigni e da ballare alle zanzare. E quindici anni dopo ancora una scritta sul muro: “Giorgia…” qui i muri non li lava nessuno e meglio così. E poi lei. Lei che attraversa la strada con le borse della spesa con l’aria stanca e tesa mi guarda e fa finta di non avermi visto avvertito sentito amato. La lascio andare tanto so già come si fa.

“Tu, esci tu…Ballucco: che vuoi fare nella vita? Vuoi continuare così? Vuoi continuare a guardare per tutta la vita fuori dalla finestra? Che vuoi fare nella vita? Scrivere? Tu al massimo potrai scrivere i bigliettini d’auguri o le scritte idiote sui muri…pensaci perchè non lo fai?E guardami negli occhi quando ti parlo!-Prof…mi scusi ha la cerniera dei jeans aperta…”.

canzone:… “ieri sera sei uscita con me stamattina è già il terzo caffè che bevo che bevo che bevo ho fatto pure una doccia gelata ma non è servita sono ancora in coma…poi il telefono squilla la nevrosi mi piglia di rispondere adesso proprio non ne ho voglia poi alla fine prendo su sei tu che cosa dici? Non mi vuoi vedere più…” Vasco-Sono ancora in coma