Novembre 2007


Quanto mi piace dare ragione alle teste di cazzo!

Per questo motivo l’altro giorno ad una delle tante teste di cazzo che incontro nel mondo… ho detto:

“Si…hai ragione, ma lo sai che hai priprio ragione, oh…ma quanta ragione da vendere hai?”

Io adoro dare ragione alle teste di cazzo.

Lo faccio con così tanto piacere che le stesse teste di cazzo, quasi sempre, sembrano volermi dire (ma poi non lo fanno) frasi tipo:………..

“Hai ragione… testa di cazzo!”

L’altro giorno ero a zelig. Vagavo stanca per l’arcimboldi quando all’improvviso incontro con lo sguardo lo sguardo di… Roberto Vecchioni. Subito ho pensato di chiamare la mia socia, poi mi sono persa e per caso, per gioco e devozione mi sono diretta verso il professore. 

E lui: ciaooooooooooooooooo, come stai?

Ho capito che forse, ma dico forse, mi ha scambiato per qualche altra fanciulla, così per non deluderlo…gli ho risposto: bene, grazie e tu?

E lui: ci si vede allo stadio allora…Forza Inter!

Ed io…si ma però e che sai devo dire che mmmhh…ah, oh, no dico, però tu…

Vabbè ma a uno che ha scritto una canzone così gli perdoni tutto o no?

E poi oggi esce il suo nuovo cd. baci lì.  

 

 Le lettere d’amore

di Roberto Vecchioni

Fernando Pessoa chiese gli occhiali
e si addormentò
e quelli che scrivevano per lui
lo lasciarono solo
finalmente solo…
così la pioggia obliqua di Lisbona
lo abbandonò
e finalmente la finì
di fingere fogli
di fare male ai fogli…

e la finì di mascherarsi
dietro tanti nomi,
dimenticando Ophelia
per cercare un senso che non c’è
e alla fine chiederle “scusa
se ho lasciato le tue mani,
ma io dovevo solo scrivere, scrivere
e scrivere di me…”
e le lettere d’amore,
le lettere d’amore
fanno solo ridere:
le lettere d’amore
non sarebbero d’amore
se non facessero ridere;
anch’io scrivevo un tempo
lettere d’amore,
anch’io facevo ridere:
le lettere d’amore
quando c’è l’amore,
per forza fanno ridere.

E costruì un delirante universo
senza amore,
dove tutte le cose
hanno stanchezza di esistere
e spalancato dolore.

Ma gli sfuggì che il senso delle stelle
non è quello di un uomo,
e si rivide nella pena
di quel brillare inutile,
di quel brillare lontano…

e capì tardi che dentro
quel negozio di tabaccheria
c’era più vita di quanta ce ne fosse
in tutta la sua poesia;
e che invece di continuare a tormentarsi
con un mondo assurdo
basterebbe toccare il corpo di una donna,
rispondere a uno sguardo…

e scrivere d’amore,
e scrivere d’amore,
anche se si fa ridere;
anche quando la guardi,
anche mentre la perdi
quello che conta è scrivere;
e non aver paura,
non aver mai paura
di essere ridicoli:
solo chi non ha scritto mai
lettere d’amore
fa veramente ridere.

Le lettere d’amore,
le lettere d’amore,
di un amore invisibile;
le lettere d’amore
che avevo cominciato
magari senza accorgermi;
le lettere d’amore
che avevo immaginato,
ma mi facevan ridere
magari fossi in tempo
per potertele scrivere…

Dall’uomo che ha citato in giudizio Dio “colpevole” di non averlo tenuto lontano dai guai, al cinese a cui è stato negato il permesso di chiamare il figlio “@” (esattamente come la chiocciola della tastiera) perché intraducibile in mandarino. Nel mondo si intentano ogni giorno cause giudiziarie per i motivi piu’ bizzarri e ora il ‘Times’ ha deciso di pubblicarli in modo sistematico in una rubrica dal titolo “Weird Cases”. La rubrica, curata dal giurista Gary Slapper, è stata lanciata dal quotidiano britannico con la pubblicazione di alcune gemme degli ultimi anni.

Nel 2004

  • Timothy Dumouchel ha citato in giudizio una rete televisiva, accusandola di esser la causa dell’obesità della moglie e del fatto che i figli siano “pigri schiavi del telecomando”: “La ragione per cui io bevo e fumo tutto il giorno e mia moglie è sovrappeso è che noi guardiamo continuamente la tv da quattro anni a questa parte”. Il processo ha tenuto a lungo occupati due avvocati, ma non è arrivato alla Suprema Corte.
  • Un’anziana pensionata di St Augustin, vicino Bonn, ha chiesto a un avvocato, Jeurgen Graefe, di essere difesa perche’ l’erario le aveva chiesto 287 milioni di euro in tasse, nonostante le sue entrate non superassero i 17.000 euro l’anno. Il legale ha vinto la causa, ma siccome il diritto tedesco riconosce la possibilita’ di calcolare l’onorario in base alla percentuale dei soldi risparmiati dal cliente, il legale ha presentato alla sventurata signora un conto di 440.234 euro.

Nel 2005

  • Una donna brasiliana ha fatto causa al compagno, colpevole di essere… poco attento: la 31enne sosteneva che il partner 38enne si addormentava sistematicamente dopo ogni orgasmo. Dopo un inizio che faceva ben sperare, la donna ha subito l’ennesima delusione perché la causa è stata respinta.
  • Alla Corte d’appello del Massachusetts è stato chiesto di stabilire quando una pratica sessuale e’ pericolosa. Una mattina, una coppia faceva l’amore quando, travolta dalla passione, la donna ha compiuto un movimento improvviso che ha causato una frattura al pene del compagno. L’uomo e’ stato operato d’urgenza. La corte ha stabilito che un comportamento sessuale “incauto” e’ perseguibile, ma non una condotta “semplicemente negligente”.
  • L’astrologa russa Marina Bai ha citato in giudizio la Nasa, chiedendo un risarcimento milionario per aver “scombussolato l’ordine dell’universo”: nel mirino il progetto ‘Deep Impact’ e la sonda spaziale progettata per studiare l’interno di una cometa e portare alla luce i detriti provenienti dall’interno del nucleo. Secondo l’astrologa il progetto era “un atto terroristico”. Il tribunale di Mosca ha respinto al mittente la causa.
  • Pavel M., un detenuto rumeno che sconta 20 anni di carcere nel penitenziario di Timisoara, ha denunciato per truffa l’Altissimo: il battesimo, sosteneva il querelante, è un contratto in cui - in cambio di offerte e preghiere - Dio ti tiene lontano dai guai.

Nel 2006

  • Un giovane di Jiaxing, vicino Shanghai, ha messo all’asta la sua anima su Internet. Il principale sito cinese di aste online, Taobao, ha raccolto decine di offerta, ma poi ha deciso di chiudere l’asta fino a quando l’offerente non avesse mostrato di poter mettere a disposizione la merce offerta “con il permesso scritto di un’autorità superiore”.

Nel 2007

  • Un giudice indiano ha dovuto decidere se un profilattico-vibratore è un contraccettivo o un giocatolo erotico. Nel mirino, un preservativo azionato da una mini-batteria che, per non lasciar adito a dubbi, si chiamava ‘Crezendo’.
  • Cathy McGowan, non poteva credere alle sue orecchie quando un dj di una radio nel Derbyshire (Inghilterra) le ha assegnato in premio una Renault Clio perché aveva risposto esattamente a un quiz radiofonico. La donna si è precipitata nella sede dell’emittente ma lì, la delusione: il premio non era altro che un modellino lungo una dozzina di centimetri. Citata in giudizio la radio, nel 2001 il giudice ha stabilito che il quiz aveva valore legale e l’emittente ha dovuto sborsare 12.000 euro.
  • A un papà di Zhengzhou, in Cina, è stato negato il permesso di chiamare il figlio “@”, ‘chiocciola’, perché intraducibile in mandarino.

Ma il caso forse più divertente risale al lontano 1874.

  • Francis Evans Cornish, magistrato a Winnipeg, in Canada, dovette giudicare se stesso per esser stato beccato in pubblico ubriaco. Il magistrato riconobbe che era colpevole e si impose un’ammenda di 5 dollari. Ma poi registrò per i posteri: “Francis Evans Cornish, in considerazione del suo lodevole passato, la sua ammenda è rimessa”.

(fonte: Tiscali)

« Previous Page