Guarda com’è bella la pioggia…

guarda com’è bella Milano sotto la pioggia!

Adoro le macchine che ti lavano dalla testa ai piedi.

Adoro avere i piedi bagnati mentre cammino.

Adoro essere un pedone.

Adoro essere perforata da ombrelli invadenti.

Adoro le frenate e gli incidenti.

Adoro la pioggia.

Le buche sull’asfalto.

Il traffico alto.

Guarda com’è bella la pioggia a milano.

L’ombrello bagnato in mano.

dal sito http://www.ottimismo.com/ “Quasi nessuno sa che l’ottimismo realistico è: l’atteggiamento mentale che considera contemporaneamente le probabilità di sbagliare e quelle di riuscire, cercando di impegnarsi in prima persona per ridurre le difficoltà e aumentare le opportunità. E’ la capacità di unire speranza e intelligenza, consapevoli che le nostre aspettative influenzano il nostro comportamento e il nostro benessere emotivo, di cui possiamo e dobbiamo essere responsabili. L’ottimismo è la ricerca continua del proprio “ottimo”.”

da http://www.ansa.it/  CERVELLO, ECCO DOVE NASCE L’OTTIMISMO
 ROMA - Nell’eterna lotta tra chi vive secondo il detto ‘l’ottimismo è il sale della vita’ e il bicchiere è sempre mezzo pieno e chi invece crede fermamente alla ‘legge di Murphy’, ‘Se qualcosa puo’ andare storto, lo fara” e quel bicchiere lo vede sempre mezzo vuoto, ecco arrivare, dirimenti, le ragioni del cervello che l’ottimismo lo crea, a nostro beneficio, all’interno di due aree neurali legate alle emozioni, la corteccia rostrale anteriore cingolata e l’amigdala. Infatti, secondo i risultati di esperimenti riportati sulla rivista Nature da un’equipe di neurologi della New York University coordinata da Elizabeth Phelps, è proprio in queste regioni che risiederebbero i ‘centri dell’ottimismo’, forse non a caso le stesse regioni nervose malfunzionanti negli individui depressi. I neurologi hanno infatti visto che corteccia rostrale anteriore cingolata e amigdala si attivano quando siamo impegnati a pensare positivamente al futuro, prefigurandoci l’accadimento di qualcosa di piacevole. La scoperta potrebbe avere le sue ricadute in campo medico in quanto, appunto, nella depressione sembra ci siano dei malfunzionamenti neurali proprio a livello di dette regioni nervose, come se qualche ‘avaria’ nei centri dell’ottimismo facesse sfociare nel male di vivere.

CONCLUSIONI: ma vaffanculo…