“…e sono qui
sempre più chiuso in me
mentre mi parli
scopro che
c’è un moscerino
nel caffè…”.

Odio.

Da Brenta fino a Viale Ortles. A piedi. Il dado nella mano che non tira. La mia mano che non tira. La mia testa che non gira. L’unica preoccupazione di certa gente: l’abbronzatura.

Odio. 

Il caffè delle macchinette. Le colleghe che si lamentano perchè sono senza tette ed io che sono costretta a dire qualcosa: “Marco stai tranquillo, a voi gay, non servono…”

Odio.

stecazzodi scarpe tipo zoccoli con i buchi. Che poi sono comode, ma inguardabili.

Odio.

sticazzo di informatori meteo che ci mettono l’ansia sul fatto che moriremo a breve. Oggi di 39 gradi, domani di freddo. Dopodomani di orgasmi mancati causa caldo e freddo.

Odio.

sticazzo di giorni inutili. La tv senza il dvx. E senza l’antenna. E i bambini che giocano senza motivo al parco. E il parco che sa di asfalto e di ruggine. E le cagne in calore che passano lente. E le merde per la strada che pesti involontariamente.

Odio.

Oggi odio. Io andrei in giro con una sciabola. E poi con sette coltelli. Ma sono giorni belli, sono giorni belli…

“e resto qui
sempre più chiuso in me
mentre cammino
sento che
quel moscerino
è dentro me…”