In effetti ogni poesia

In effetti ogni poesia
potrebbe intitolarsi “Attimo”.

Basta una frase
al presente,
al passato o perfino al futuro:

basta che qualsiasi cosa
portata dalle parole
stormisca, risplenda,
voli nell’aria, guizzi nell’ acqua,
o anche conservi
un’apparente immutabilità,
ma con una mutevole ombra;

basta che si parli
di qualcuno accanto a qualcuno
o di qualcosa accanto a qualcosa,

di Pierino che ha il gatto
o che non ce l’ha più.

O di altri Pierini
di gatti e non gatti
di altri sillabari
sfogliati dal vento;
basta che a portata di sguardo
l’ autore metta montagne provvisorie
e valli caduche;

che in tal caso
accenni al cielo
solo in apparenza eterno e stabile;

che appaia sotto la mano che scrive
almeno un’unica cosa
chiamata cosa altrui;

che nero su bianco,
o almeno per supposizione
per una ragione importante o futile,
vengono messi punti interrogativi,
e in risposta -
i due punti:

Wislawa Szymborska

2 Commenti a “In effetti ogni poesia”

  1. sarmigezetusa scrive:

    a parte paradiso perduto, che sono tre attimi

  2. bandini scrive:

    addirittura tre?

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