Mer 11 Apr 2007
PREMESSA
“Tu sei la donna della mia vita”. La guardo e penso.
“Tu sei la donna che io ho sempre sognato di incontrare”. La guardo e penso.
“Tu sei altra roba rispetto al resto del mondo. Altra luce, altra vita, altra stanza, altra fortuna, altri posti, altra luna”. La guardo e penso.
“Tu sei la donna che stavo cercando”. La guardo e penso.
“Scusa, mi fai accendere?”. La guardo e penso.
“Non fumo”. Mi guarda e pensa.
“Scusa, cosa stai leggendo?”. La guardo e penso.
“Va’ dove ti porta il cuore”. Scopro e penso.
E finisce qui. E finisce così. I dettagli sono tutto
DRITTE ABBASTANZA STORTE PER RAGGIUNGERE UNA DONNA
(tratto dalla bozza del nuovo “abbozzato” libro di bozze delle Spaventapassere)
Il “baccagliamento”.
Muovi bene le mani.
Fai con i gesti ali di gabbiani.
Sorridi. Evidenzia i tuoi punti forti. Quali? E che ne so.
Sorridi. Racconta di quella volta che la tua ex ti ha lasciato senza svelare fino all’ultimo istante il motivo. Quanto hai sofferto. Eppure non hai mai tormentato. Eppure non hai mai stressato. Racconta di quella volta che la tua ex aveva lasciato tutto sporco in casa e le hai fatto trovare tutto pulito. Racconta di quella volta che la tua ex aveva rotto un vaso cinese molto prezioso a casa dei suoi e tu hai detto a sua madre che era colpa tua. Non dire quanto hai pagato per farlo mettere a posto. Racconta, infine, che ti ha lasciato perchè è dovuta partire per una missione in Africa. Perfetto e ora passa all’attacco. Racconta di quella volta che sei scappata da un locale, perchè tutte (e non sai proprio come mai) ci provavano con te e la tua amica. Non dire che in quel locale eravate in tre. Racconta di quella volta che hai salvato un pulcino appena nato, un elefante malato, un drago drogato. Racconta di quella volta che hai sventato una rapina alle poste dicendo al tuo migliore amico: “Lascia stare rapiniamo una banca”. Racconta di quella volta, a quattordici anni, che hai fatto palestra e poche ore dopo ti sei appoggiata alla Torre di Pisa e guarda che storie, oggi com’è… Racconta di quella volta che hai scritto una canzone e te l’hanno copiata. Aggiungi, con astuta simpatia, che te l’ha copiata Pupo. Racconta, racconta, racconta e dopo un po’, finalmente, lei ti dirà: “Cazzo quanto parli!”
